La depressione come adattamento evolutivo

Fig. 1: Il ritiro dalle attività

I pattern comportamentali legati alla depressione implicano la ridotta attività, minori scambi sociali e minor appetito, uniti ad un atteggiamento maggiormente sottomesso

Nella comunità scientifica1 si sta delineando sempre di più la prospettiva che la depressione non sia uno stato di malattia, ma piuttosto un adattamento evolutivo all’organizzazione sociale umana23456 .

Si è osservato che nei ratti e nei topi – di gran lunga le specie più utilizzate per riprodurre la depressione in laboratorio – i comportamenti depressivi sono messi in atto da individui che hanno perduto il loro status sociale. I pattern comportamentali legati alla depressione implicano la ridotta attività, minori scambi sociali e minor appetito, uniti ad un atteggiamento maggiormente sottomesso. Tutti comportamenti atti a diminuire la probabilità che un individuo subisca nuovi attacchi dopo la perdita dello status, in modo da aumentare le sue possibilità di sopravvivenza nei momenti immediatamente successivi alla catastrofe.

Gli individui che non sperimentano la depressione durante questo periodo di tempo, infatti, o vengono uccisi o vengono espulsi dal gruppo, riducendo in questo modo le loro capacità di sopravvivenza e di riproduzione.

Non tutti gli stati depressivi, chiaramente, sono dovuti a cambiamento di status, ma episodi come la perdita di un caro, la fine di un rapporto affettivo, il licenziamento e altri, possono essere meglio inquadrati alla luce di questa visione.

I periodi di depressione, così, possono essere visti come un tempo in cui il corpo si risparmia, riprende forza e riacquista l’energia persa a causa di un episodio di vita destabilizzante. Il nostro dovere, come clinici, è quello di permettere all’individuo di vivere questo periodo come una fase della sua vita, rimettere in gioco le forze che per forza di cose sono state ritirare dal mondo e focalizzare l’attenzione sulle risorse, fortemente contratte e svalutate in questa fase.

Mettendo in luce questi aspetti, è possibile aiutare il paziente in un periodo critico della sua vita e aiutarlo a uscire quando energie, forze e motivazioni fanno di nuovo luce alla sua esistenza.

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