Mara Carfagna

Quando si tratta di andare alle urne, molto spesso vince un candidato che è più attraente rispetto alla media della popolazione. JFK è uno dei casi più conosciuti, ma anche nella nostra penisola il caso di Mara Carfagna ha fatto clamore: dai calendari alla poltrona di Ministro per le Pari Opportunità e nelle elezioni amministrative del 2010 è stata eletta Consigliere regionale in Campania con il più alto numero di voti di tutti i tempi.

Spesso si è pensato che questa preferenza per i leader avvenenti fosse solo un’altra manifestazione dell'”effetto alone“, espressione coniata dallo psicologo Americano Edward Thorndike che indica come noi esseri umani siamo portati naturalmente a generalizzare caratteristiche positive di un individuo (come la bellezza) e ad associarvi altre qualità non direttamente correlate (come una buona capacità di leadership o decisionale).

Tre ricercatori dell’Arizona State University (Andrew Edward White, Douglas T. Kenrick e Steven L. Neuberg) hanno appena pubblicato un articolo1 su Psychological Science nel quale ipotizzano che la preferenza per i politici avvenenti sia in realtà un antico adattamento per evitare malattie. Tale preferenza, infatti, sembra andare a braccetto con le opinioni dei votanti per quanto concerne i germi.

Oggi sappiamo che alcune caratteristiche associate alla bellezza come una pelle morbida, dei capelli lucenti, simmetria corporea e del viso, sono indicatori di un buono stato di salute. Per centinaia di migliaia di anni avere un leader con un buono stato di salute ha comportato una miglior sopravvivenza del clan e dei suoi membri. Un accesso privilegiato alle donne da parte dei leader, inoltre, può aver reso i geni che aiutano un buono stato di salute (e, di conseguenza, di avvenenza fisica) preferibili e maggiormente appetibili nella popolazione.

Se la teoria fosse confermata, ciò vorrebbe significare che i votanti preferiscono leader dall’aspetto migliore in quelle popolazioni nelle quali sia più presente la tendenza alle malattie. Per confermare tale ipotesi, i ricercatori hanno esaminato le statistiche della salute e i risultati delle votazioni delle elezioni congressuali del 2010 negli Stati Uniti e da tali analisi è risultato che nei distretti con una più alta incidenza di malattie, i candidati fisicamente più attraenti ottenevano un numero di voti di gran lunga maggiore ed avevano il doppio delle probabilità di vittoria. In distretti nei quali il livello di salute era maggiore, invece, non c’era alcun vantaggio ad essere il candidato più bello.

Negli studi di controllo, poi, si è visto che persone esposte ad immagini di malattia, erano più inclini ad attribuire importanza al bell’aspetto del candidato, cosa che non avveniva (a aveva un effetto minore) con persone esposte ad immagini di violenza o – nel gruppo di controllo – ad oggetti da ufficio. Ciò mostra come il desiderio per leader dal bell’aspetto sia collegata all’evitamento specifico di malattie, piuttosto che a generiche minacce (come negli individui esposti ad immagini di violenza).

Un ulteriore esperimento ha confermato le precedenti ipotesi per quanto riguarda ruoli di comando sul posto di lavoro. Ai partecipanti furono mostrate delle foto di persone dall’aspetto fisico che variava in base all’avvenenza e fu loro chiesto se preferissero che quelle persone fossero impiegate come colleghi o come loro superiori. I partecipanti che avevano mostrato una maggiore preoccupazione per le malattie furono maggiormente interessati ad avere i “bellocci” come superiori, sottolineando come la preferenza per un leader attraente vada aldilà di una generale preferenza per le persone più avvenenti.

Questo interessantissimo studio mostra ancora una volta come molte decisioni della nostra vita riflettano l’influenza del nostro passato evoluzionistico e sottolinea come noi siamo davvero poco consapevoli del perché e del come prendiamo molte delle scelte nella nostra vita.